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IL FARMACO EQUIVALENTE PER USO VETERINARIO E' REALTA'! Il MINISTRO FIRMA Milioni di persone da oggi spenderanno il giusto per acquistare i farmaci necessari alla cura del cane o gatto di famiglia o di strada, risparmiando così decine o centinaia di euro l’anno. È stato infatti firmato dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, il Decreto che riconosce la possibilità di prescrizione di un medicinale per uso umano che contiene lo stesso principio attivo del farmaco veterinario, sulla base della migliore convenienza economica dell’acquirente.

Benessere e cura degli animali

I trevigliesi avranno notato i totem all'interno del centro commerciale o i numerosi manifesti affissi dal Comune. La campagna informativa ricorda ai cittadini che a Treviglio da oltre un anno è in vigore il primo regolamento per la tutela dei diritti degli animali. Treviglio si è anche dotata di una figura a garanzia del rispetto delle nuove norme che collabora con la polizia locale e l'ufficio ecologia per risolvere le problematiche degli animali sul territorio comunale. Questo Regolamento porta anche la nostra firma e introduce importanti novità che pian piano anche altri Comuni italiani stanno prendendo a riferimento.

cani,gatti e covid

"il cane NON è in grado di trasmettere il Covid, perché anche se viene contagiato, il virus in lui è presente in quantità modeste. Dunque si conferma quanto era già noto sulla base della letteratura scientifica internazionale", lo afferma il Professor Nicola Decaro, Ordinario di malattie infettive degli animali dell'Ateneo di Bari, dopo aver effettuato 15 tamponi su un barboncino infettato dai suoi 4 compagni umani che non palesar sintomi. Cani e gatti cane non trasmettono il virus SARS CoV-2 all'uomo. E' vero semmai il contrario: persone positive al SARS CoV-2 possono contagiare il loro pet. Per questo l'Istituto Superiore di Sanità raccomanda fin dall'inizio della pandemia di trattare gli animali da compagnia come gli altri familiari: evitando di entrare in contatto stretto con loro. Fonte ANMVI

FASE 2 – Cosa succederà ai nostri cani?

Quello che abbiamo vissuto in questi due mesi difficilmente ce lo scorderemo. Abbiamo perso persone care, vissuto una situazione di isolamento e quarantena, paure, ansie, in poche parole abbiamo cambiato radicalmente le nostre abitudini e con noi, i nostri cani. Per il cane il gruppo sociale ha un valore inestimabile. Per loro la famiglia è tutto e qualsiasi nostro atteggiamento nei loro confronti, che sia anche semplicemente dovuto ad una situazione specifica, ha un peso enorme sul loro benessere. Ma come possono aver vissuto questa quarantena i nostri cani? I casi sono innumerevoli ed è impossibile ridurli a qualche esempio, ma è probabile che ci siano stati cani felicissimi di avere il proprio umano a disposizione h. 24, oppure altri, più dinamici, vista l’impossibilità di svolgere attività fisica o ludica, possono essersi annoiati o stressati; altri ancora avranno provato emozioni di tristezza o saranno stati più appiccicosi del solito. Un sostegno fondamentale è stato dato da numerose associazioni, come la LAV di Bergamo, disponibili a portare in passeggiata i cani o acquistare cibo per i proprietari impossibilitati a farlo. Come spesso accade la nostra risposta ad una situazione specifica influenza i nostri quattrozampe, quindi alla domanda di cui sopra qualcuno potrebbe replicare: tu piuttosto, umano, come hai vissuto questa quarantena? Come per tutta la vita del cane e, a maggior ragione, per questo periodo in cui il legame e la vicinanza diventano ancora più stretti, il proprietario ha il dovere di soddisfare i bisogni del cane (vedi articoli precedenti su questa pagina). La parte sociale e fisica non poteva essere soddisfatta a pieno, ma l’aspetto mentale poteva essere garantito visti i numerosi tutorial anche gratuiti in rete con esercitazioni pratiche da fare con i nostri cani. Un altro fattore non da poco è la nostra vita emozionale durante il lockdown . In molti hanno avuto paura, vissuto la solitudine, il lutto, la noia e tutto ciò si è con molta probabilità riversato sul cane. Oggi, inizio della fase 2, stiamo per ripartire. Si ritornerà al lavoro, i cani torneranno a stare soli in casa per molto più tempo, potremo tornare finalmente a fare lunghe passeggiate per scaricare la nostra e la loro energia. In questi giorni vedremo il prodotto dei due mesi e in particolare potremo ritrovarci ad affrontare dinamiche di rimbalzo a quanto vissuto. Difficoltà nello stare soli? Maggiore stress nell’interazione con l’altro? Scrivete sulla pagina FB “Fuoritutti” e potremo offrirvi qualche consiglio e il nostro aiuto! 4.5.2020 Federico Bettoni www.quieorafedericobettoni.it

Il senso di accettazione nella relazione con il cane

Nel momento in cui i nostri cani vivono una difficoltà che si riproduce in una problematica comportamentale, quello che risulta essere necessario da parte dalla famiglia e dai compagni umani è il senso di accettazione. Il primo step risulta essere proprio questa comprensione, cioè spostare il punto di osservazione della dinamica che stiamo trattando da un nostro punto di vista, al punto di vista del cane. La comprensione appunto, che nel momento in cui c’è qualcosa che non va nel comportamento del nostro amico, che può creare anche in noi una certa sofferenza, è nella maggior parte dei casi prodotta da una difficoltà o una certa forma di disagio. L’osservazione, l’analisi e la comprensione ci portano a compiere il primo step per portare la percezione di quanto accade ad un livello più alto. I cani sono animali con una profonda vita sociale ed emozionale, sono in grado di elaborare processi cognitivi anche complessi e vivono in funzione del proprietario (per la maggior parte dei casi), per loro il nostro punto di vista conta enormemente. Tutte le volte che pensiamo di volere o meritare (?) un cane diverso da quello che abbiamo, o ci intestardiamo nel voler a tuti i costi cambiare quella dinamica, quel comportamento, quella forma caratteriale, andiamo contro il benessere del nostro cane. Ho esordito in quest’articolo parlando di problemi comportamentali, perché è proprio in questi casi che questa dinamica, il senso di accettazione, emerge con forza e ha un peso determinante, quindi: - hai cane che aggredisce cani o persone? - che distrugge quando è da solo? - che ha paure o fobie? - ecc, scegli tu il problema… Accetta! E inizia da qui il tuo percorso di crescita ed evoluzione per aiutare il tuo compagno di viaggio. Metti motore e porta azione al fuoco del cambiamento, anche tu, non meno del tuo cane, hai un grosso peso e la in modo speculare i influenzi il tuo cane… quindi, accettalo e…accettati ;-) Trovi una spiegazione anche in questo video https://www.youtube.com/watch?v=rbu0co9vPIE&t=2s 21.4.2020 Federico Bettoni Istruttore Cinofilo Professionista www.quieorafedericobettoni.it

relazione

La fiducia nella relazione con il cane

La fiducia è forse una delle componenti più importanti all’interno di una relazione. Lo è per noi umani e lo è anche nella relazione uomo-cane, anzi in quest’ultima, emerge con forza e condiziona gran parte della nostra quotidianità. Nelle relazioni, fiducia significa affidare all’altro qualcosa di sé e in un certo senso, attribuire all’altro una responsabilità. Questo è un passo fondamentale perché fiducia e senso di responsabilità viaggiano a braccetto nella relazione con il cane e possono incidere su aspetti profondi e sulle dinamiche che viviamo nella quotidianità. Ma nella relazione cane - compagno umano, la fiducia o la mancanza della stessa può avere origine da moltissimi fattori e soprattutto non coincide con una percezione antropocentrica, ciò che pone al centro una visione dell’individuo umano senza considerare i caratteri di specie. Questo significa che per avere fiducia del mio cane e riportare questa fiducia nelle dinamiche del quotidiano, dovrò avere consapevolezza dei caratteri individuali, di specie e di razza. Ti faccio un esempio. Uno dei contesti in cui emerge la fiducia che il proprietario ha nel proprio cane può essere banalmente la passeggiata in libertà. Staccare da un guinzaglio che ne limita la libertà richiede una grossa dose di fiducia ma, se condivido la mia passeggiata con un cane con spiccate attitudini alla caccia e sono in un contesto naturale dove è presente una fauna selvatica, non posso e non devo lasciare il cane libero se non ho la garanzia che torni perfettamente al richiamo. In questo contesto il “non lasciare il cane libero” non è da considerare una mancanza di fiducia, ma un accettare una caratteristica del nostro cane, nella sua tutela e nella tutela dell’altro, ma nel momento in cui “non mi fido” a lasciare libero, per esempio, un cucciolo di tre mesi in un campo dove non sono presenti pericoli, il concetto di fiducia primario traballa. Questo esempio ci pone nella condizione di considerare che la fiducia deriva anche, e direi nella maggior parte dei casi, dalla capacità del proprietario di togliere il controllo sulla situazione che sta vivendo, sulla capacità di quest’ultimo di vivere e fluire nel momento presente senza la preoccupazione e l’ansia che possa succedere qualcosa di grave a noi o al nostro cane. In questo caso la fiducia non è diretta ad un individuo ma è diretta ad un contesto, a una situazione o a un modo di vivere e di essere. Aimè il rimbalzo se così possiamo definirlo, di questa dinamica porta effetti sulla percezione che l’individuo a di noi. La fiducia nelle relazioni funziona nel momento in cui viene reciprocata dagli individui in gioco, e con i nostri cani funziona esattamente così. Se queste poche righe ti risuonano in modo particolare, cerca di uscire step by step dalla tua zona di sicurezza per iniziare a fidarti del tuo cane e vivere senza ansia la vostra quotidianità. Fiducia = affidarsi = avere fede. Se vuoi approfondire dai un'occhiata anche a questo video. https://www.youtube.com/watch?v=VU8Ees6IvuI&t=10s 13 aprile 2020 Federico Bettoni Istruttore Cinofilo Professionista www.quieorafedericobettoni.it

fiducia relazione

Quali sono i bisogni del cane? Parte 2 - I bisogni sociali, emozionali e mentali.

Riprendiamo dall’articolo precedente quelli che sono i bisogni che il cane deve soddisfare per avere una quotidianità appagante. Abbiamo visto come i bisogni definiti “materiali” come per esempio un’alimentazione sana e naturale, la cura della salute fisica, lo spazio adeguato e le tipicità di razza, siano fondamentali per il benessere dei nostri cani. Accanto a questi bisogni materiali, hanno una valenza non meno importante gli aspetti sociali, emozionali e mentali. E’ noto che i cani sono animali sociali che vivono in gruppi familiari, hanno una chiara percezione degli spazi definiti in un concetto di proprietà e vivono in sinergia con il compagno umano e la famiglia. Assorbono i nostri pensieri e le nostre emozioni al punto di modificare la propria personalità e il proprio comportamento (vedi articoli precedenti per motivazioni scientifiche) e hanno un cervello in grado di elaborare processi cognitivi anche complessi. Aspetti sociali, emozionali e mentali, compongono una sfera che porta alla definizione della personalità dell’individuo. Quella sfera che non può essere racchiusa in protocolli, ma osservata, accompagnata con dolcezza e modellata con cautela e rispetto, in ordine di un processo di profonda evoluzione di tutte le figure in gioco. Questo dovrebbe essere il compito di noi educatori o istruttori cinofili. La comprensione di tale processo è una parte integrante e fondamentale del lavoro e si pone in antitesi con metodi di educazione dove il vige protocollo predefinito, un approccio meccanico, anche attraverso l’abuso del bocconcino inteso come premio, o addirittura un’incapacità di entrare in contatto profondo con il cane come nel caso dell’addestramento classico. Questo elenco dei bisogni che il cane ha la necessità di sviluppare e che compongono questa sfera, sono solo una piccola parte delle casistiche che si possono presentare nei nostri cani familiari, ma possono essere fonte di ispirazione per proprietari ed addetti ai lavori. Ecco i fattori sociali, emozionali e mentali. Presenza del compagno umano Un cane la richiede, soprattutto quando le condizioni ambientali non lo permettono. Difficile pensare di riuscire a far vivere una vita sociale appagante al nostro cane se siamo fuori casa 10 ore al giorno. Discorso diverso invece se il cane convive con altri cani o animali. Nulla va chiuso in uno schema, ogni caso è specifico, ma tendenzialmente il benessere dei nostri quattrozampe passa anche con un contatto stabile con il proprietario. Relazioni con gli altri Come per le persone, un cane è appagato se soddisfa i propri bisogni sociali. Un cane potrebbe stare bene anche senza incontrare cani, ma potrebbe stare meglio con un diverso punto di vista nella relazione con gli altri, se diventa una fonte di arricchimento e non un limite. Vero, la regola che nessuno di noi può e deve andare d’accordo con tutti è valida anche per i cani, ma il livello di socialità e socievolezza di un cane può variare con le esperienze e con un lavoro mirato, anche nei casi più difficili. Piccolo consiglio: la relazione con gli altri passa anche dalla parte olfattiva, durante la passeggiata lascia sempre annusare e marcare il tuo cane. Senso di appartenenza Il cane deve sentirsi parte del gruppo in tutto e per tutto. Quando la situazione lo permette rendilo parte integrante e coinvolgilo nelle attività di famiglia. Chiaramente se decidi di andare al centro commerciale o in contesti affollati o potenzialmente stressanti, valuta se questo può essere un beneficio o fonte di stress, in questo caso non avere sensi di colpa, il tuo cane starà benissimo a casa sul divano ad aspettarti. Anche il libero accesso all’abitazione è importante, un cane che vive perennemente in giardino avrà una percezione di esclusione dalla famiglia. Non possiamo pensare che un cane possa stare bene se viene isolato in una cuccia nell’angolo del giardino o come spesso accade per i cani di molti cacciatori che vengono chiusi 10 mesi all’anno in un serraglio. Fortunatamente sul fattore “il cane in casa non entra” abbiamo fatto passi da gigante negli ultimi anni. Sfera sociale con il proprietario. Fiducia, senso di responsabilità, definizione di un ruolo, “il compiacere” ai compagni umani, il senso di accettazione, la lealtà, la capacità di esprimersi e comunicare in modo efficace, sono solo alcuni dei bisogni che possiamo individuare. Vi invito a perdere qualche minuto per analizzarli all’interno della tua relazione. Stimolazione sensoriale e mentale Due aspetti che spesso non vengono considerati sia per i cani di famiglia, sia per quelli presenti nei rifugi. Per stimolazione sensoriale si intende l’opportunità che un cane ha di vivere esperienze varie e in diversi contesti e modalità. Ad esempio muoversi sul letto di un fiume o passeggiare nel bosco possono offrire l’opportunità di un’esplorazione ricca sia sul punto di vista olfattivo che fisico. Il contatto con l’acqua e il nuoto, l’incontro con l’altro, la risoluzione di piccoli problemi quotidiani e chi più ne ha ne metta. Riguardo la parte mentale, la stimolazione passa per le situazioni di vita quotidiana come per vere e proprie attività strutturate di apprendimento a partire con il problem solving per i cani dei rifugi, al clicker training per un livello avanzato di cane e umano. Questi bisogni, tipici del cane di famiglia, sono estremamente personali e variabili. Questa lista ha l’obiettivo di darti degli spunti sui quali poter ragionare con l’obiettivo di migliorare la vita del tuo compagno di viaggio e di conseguenza la tua. 02.03.2020 Federico Bettoni – Istruttore Cinofilo Professionista www.quieorafedericobettoni.it Ph. Federico Liardo

Quali sono i bisogni del cane? Parte 1 - I bisogni materiali

Un cane appagato dalla propria quotidianità è un cane felice. Questo dovrebbe essere il presupposto sul quale fondare la nostra relazione e la nostra vita con il cane. Questo perché l’appagamento è un fattore che deriva da una moltitudine di aspetti e che dona a qualsiasi individuo uno stato di benessere che si ripercuote sulla capacità di affrontare in modo positivo le situazioni che si presentano. L’appagamento reale e non imposto da programmi, protocolli o proveniente dal “sentito dire”, deriva da un mix di bisogni “materiali” di specie e dai fattori sociali ed emozionali. I primi sono piuttosto semplici da individuare, proviamo a stilarne un elenco partendo dalle basi. Alimentazione sana e naturale. La maggior parte dei cani viene alimentata con cibo industriale e preconfezionato. Dare al cane la possibilità di nutrirsi con cibo fresco, garantisce effetti straordinariamente positivi sulla salute fisica e sul carattere. Sul mercato c’è una miriade di prodotti, non farti ammaliare dalle pubblicità, ma scegli il meno trattato possibile. - CURA DELLA SALUTE FISICA Sembra scontato ma non lo è. Le cure e la profilassi veterinaria, rientrano nel bisogni del cane. Basti pensare che moltissimi dei problemi comportamentali, soprattutto in casi di aggressività, sono causati da un malessere fisico. In caso di problematiche, anche gravi, è preferibile un approccio naturale e olistico, i risultati saranno rapidi e senza controindicazioni. - ATTIVITA' FISICA I cani hanno una fisicità e una dinamicità completamente diversa dalla nostra. L’esercizio, l’allenamento fisico e la propriocezione (cioè la consapevolezza del proprio corpo) hanno un grande beneficio sia banalmente nella salute fisica nel cane, sia nella parte emozionale collegandosi in particolare alla capacità di affrontare paure e insicurezze. I benefici di attività quali la “mobility” o i “balance” sono evidenti soprattutto nei cani presenti nei rifugi. SPAZIO ADEGUATO Affronteremo negli aspetti sociali ed emozionali il fattore “presenza del proprietario”, tuttavia è necessario inserire in quest’elenco lo spazio adeguato, un fattore che varia moltissimo in base alle caratteristiche del cane. Un pastore maremmano non potrà vivere la maggior parte della giornata in un appartamento, come un pinscher non può vivere in giardino. Pensate alle caratteristiche di razza e individuali, nel caso di un cane proveniente da un rifugio, valutatene carattere e fisicità. TIPICITA' DI RAZZA Per i cani con caratteristiche specifiche derivanti dalla selezione e per i meticci con caratteri di specifiche razze è importante soddisfarne le attitudine attraverso attività adeguate. Ad esempio cani da conduzione del gregge dovranno avere una vita dinamica e ricca di attività, cani da caccia, sperimentare le grandi dote olfattive, i guardiani, la protezione e il prendersi cura e così via. I meticci dal canto loro hanno spesso caratteri derivanti da razze specifiche, riconoscerli è un dovere. Queste sono alcune delle necessità fondamentali riguardanti l’aspetto più materiale e pratico che un cane dovrebbe soddisfare. Prima di prendere la decisione di adottare un amico a quattro zampe è importante esserne consapevoli. Inoltre, questi aspetti sono in stretta correlazione con il contesto in cui il cane vive. Un contesto urbano come la città può essere stressante e un grosso limite sia per il cane che per il compagno umano. Ogni caso specifico va valutato individualmente, per questo risulta fondamentale il ruolo associazioni e educatori cinofili nel consigliare e seguire il futuro adottante nella scelta del cane. Nella seconda parte di questo articolo tratteremo i bisogni sociali ed emozionali, fondamentali per garantire il benessere dei nostri compagni di viaggio. 23.2.2020 Federico Bettoni Istruttore Cinofilo Professionista www.quieorafedericobettoni.it ph. Federico Liardo

bisogni, scelta

Perché decidiamo di prenderci un cane?

Perché decidiamo di prenderci un cane? Tutto nasce dalla nostra motivazione, quella spinta che ci porta a prendere delle decisioni e a fare delle scelte che in modo più o meno incisivo influenzano la nostra vita. L’adozione di un animale e in questo caso di un cane, entra di diritto nelle decisioni che cambiano radicalmente la nostra vita, per questo richiede una cura e un’attenzione particolare. Perché facciamo questa scelta? Perché decidiamo di condividere con un cane una parte della nostra vita? Alla base ritengo che sia necessaria una chiara consapevolezza delle responsabilità che sono in capo ad allevatori, associazioni, canili e tutti coloro che si occupano di adozioni da un lato e di chi dovrà poi vivere e condividere appunto un proprio percorso con un cane, un essere, che sarà legato a noi per il resto della sua vita, dall’altro. Un’anima che ci porterà a scoprirci, che saprà tirar fuori il meglio di noi, che ci farà crescere. Ma nel “pacchetto cane” sono compresi anche gli aspetti più complicati, come, per fare un esempio tanto banale quanto estremamente complesso, il soddisfare i bisogni naturali di specie. Ok, nel manuale del buon adottante e del diligente allevatore o dell'associazione, sono più o meno chiari i requisiti fondamentali: tempo che il nuovo proprietario avrà a disposizione, presenza di altri animali, compatibilità con questi ultimi, presenza di bambini o figli in arrivo, spazi adeguati e sicuri, contesto e, in caso di esito positivo, eventuale preaffido, momenti di inserimento e post affido in caso di cane proveniente da un rifugio. Ma proviamo ad andare più in profondità. I cani di famiglia (canis lupus familiaris), preferisco specificare essendo i cani semiselvatici un mondo a parte anche per caratteristiche genetiche, sono e vivono la loro esistenza in sinergia con il proprietario e il gruppo familiare, hanno delle capacità empatiche e sensitive al di là di qualsiasi razionale comprensione umana e vivono in funzione del proprietario, una dipendenza che non deve sfociare in un concetto di appartenenza; semplicemente questi cani vivono accanto a noi. In questo senso la scienza ci aiuta (e per alcuni, rassicura) dimostrando che le personalità di cane e proprietario coincidono (*), che sul lungo periodo lo stress del compagno umano incide sul proprio quattro zampe (**) e che il livello di aggressività del cane è influenzato dal proprietario (***). Da qui il collegamento con la responsabilità e la motivazione. Vi siete mai chiesti quale sia la reale e profonda motivazione che spinge una persona ad adottare un cane? Vi faccio qualche esempio pratico e molto comune, partendo dal presupposto che per quanto un cane possa affrontare con il nuovo compagno umano situazioni più o meno piacevoli, per quanto tra i due si creino più difficoltà che benefici, esiste qualcosa di molto forte nell’incontro tra un cane e il “suo” umano (ecco ribaltato il concetto di proprietà...), qualcosa di potente che supera il giudizio, qualcosa che quotidianamente vivo nel mio lavoro. Noi attraiamo quello di cui abbiamo bisogno e lo stesso vale per i nostri compagni di viaggio o per richiamare la ricerca scientifica di cui sopra “Birds of a feather flock together? ” tradotto: “Dio li fa, poi li accoppia”. Quindi, voglio adottare un cane perché… … soffro di un senso di solitudine, non mi apro agli altri e ne ho bisogno. Come vivrà il mio quattro zampe lo stare solo in casa? L’ansia da separazione, come per altre problematiche comportamentali, è spesso speculare nel proprietario; …perché quanto è figo avere un amstaff! C’è chi crede di aumentare il proprio livello di testosterone perché può “manovrare” un cane potenzialmente pericoloso. Che succede quando l’apparire supera l’essere e il tuo cane ti chiederà di soddisfare i suoi bisogni di specie? …ho bisogno di protezione. Attenzione! Un cane ti prende sul serio, un eccesso di responsabilità potrebbe portarlo a comportamenti estremi (e aggressivi) per difenderti. …ho appena perso il mio cane e rivedo in lui gli stessi occhi. Ogni cane è un individuo con caratteri e personalità specifiche e uniche nel suo genere. Il cane soffre i paragoni e le aspettative. …voglio fare un regalo ai miei figli. Beh non serve commentare se non spezzando una lancia e precisando che un cane può essere un compagno eccezionale per i bimbi, una guida e una fonte inesauribile di crescita. Il cane sarà tuo, non dei tuoi figli. Responsabilità appunto, da parte di associazioni e allevatori nell’essere consapevoli di affidare un essere con attitudini e capacità fuori dal "nostro" comune che può cambiare anzi che cambierà la vita degli umani che troverà sul suo percorso, e consapevoli della necessità di aggiornare le proprie competenze su piani più profondi dell’essere, anche scientificamente provati, nonché informare i futuri adottanti di quello che potrà essere il nuovo ingresso, anche in termini di cura, impegno, e ancora, responsabilità da parte di chi, l’anima a quattro zampe, se la porterà a casa, in un reciproco e speciale senso di appartenenza. 14.02.2020 Federico Bettoni www.quieorafedericobettoni.it ph. Federico Liardo (*) 2012 Borbála Turcsána Friederike Rangeb Zsófia Virányib Ádám Miklósia, Eniko Kubinyia (**) 2019 Ann-Sofie sundman1, enya Van poucke, Ann-Charlotte svensson Holm, Åshild Faresjö, elvar theodorsson, per Jensen1 & Lina s. V. Roth (***) 1997Podberscek e Serpell

specchio adozione relazione




Gli animali ti ringraziano